|
proviamo
cosi'.
a lasciar scorrer la penna e liberare il pensiero. e che si fottano
il filo logico, la concordatio, la consecutio.
sto qui
a scrivere e dovrei studiare, e la Voglia e' in giro, un premio
a chi afferra questa chimera e la trascina illesa ai miei piedi.
la Fanciulla
riposa et attende una mia voce. Sembra che per lei sia tutto facile:
l'amore, lo studio, la felicita', la bellezza. tutte cose che io
ritrovo solo a fatica.
c'e' qualcosa
di estremamente godibile in questo verde aggressivo, in questi odori
da fienile che ti riempiono l'estate. qualcosa che ti fa restare
li', a guardartela sfrecciare davanti, quest'estate bislacca, che
ti taglia la primavera e l'autunno come una sola linea di confine
troppo sottile.
stai li', a giocarti quell'unica brevissima partita a pallone ai
giardini, a seguire l'evolversi della temperatura e delle code e
delle storielle rose estive come se gia' sapessi che si tratta di
una dose troppo abbondante di un piacere che si misura col contagocce.
che la sveglia e' gia' posizionata e sei rientrato a casa troppo
tardi.
e finisce
che ti senti lo stereotipo di te stesso. tu che gli stereotipi li
hai sempre odiati. ti senti un giovane quasi vecchio in un estate
che e' quasi inverno.
|