Il rigore del vecchio Io
Voglio avere una vecchiaia tersa e limpida come il cielo in una canzone.
Quello che conta delle cose è come finiscono ed Io voglio almeno costruirmi una vecchiaia pulita, senza rimpianti per una felicità apparentemente perduta che non ho mai avuto.
Non voglio avere figli che non mi rispettino e mi rinfaccino di averli portati in questo mondo perchè mi dessero quelle gioie che io e nessuno possono avere, che vengono a trovarmi tutte le domeniche, testimonianza incancellabile delle mie patetiche illusioni.
Quando parlo con l'ex Supereroe dei  comercialisti che in doppio petto grigio volava sulla città pronto a controllare le dichiarazioni dei meno abbienti grazie alla sua vista a raggi X ormai abbandonato e deriso da tutti, non voglio avere un passato felice che trasformi la vecchiaia in un lento ed inesorabile naufragio.
Con animo tetragono mi ingobbirò come cresce il bambino, si irrobustisce il ragazzo, ingrassa il trentanovenne, senza rievocare un mitico viaggio, amici perduti, amori sfumati che sembreranno importanti ed invece valevano proprio quel poco che sono durati.
Sereno ed indifferente aspetto i giorni tutti uguali che verranno, come indifferenti sono passati.