Sul Tramonto

 

Così come si può scrivere soltanto un distico riguardo al tramonto, si può scrivere anche un monologo interminabile. Quale scelta prenderò?

Bé…ormai i due versi l’ ho utilizzati per questa stupida introduzione e quindi, accantonato il distico, opterò per la seconda strada:

Egli è d’oro. O è tutto l’oro del mondo ad essere del suo colore? Che tra il valore dell’oro ed il suo colore ci sia una correlazione è chiaro a molti, ma che il colore dell’oro è quella stessa colorazione che si osserva poco sopra l’orizzonte quando il sole vi ci è sceso poco sotto, non lo è altrettanto. No, affatto. Non tutti vi hanno fatto caso. Alcuni poeti sicuramente si, ma la gente più comune? E che magari mercanteggia tutto il dì? Secondo voi, un venditore di pelli, si è mai fermato la sera, quando il sole irradia la scena tutta intorno di giallo, a notare ciò che accomuna quello spettacolo col suo quotidiano guadagno? Io credo di no . E non credo che la colpa sia delle sacche adibite al trasporto delle monete che ne nascondono la lucentezza. Io credo piuttosto che l’uomo, in un remoto passato, abbia considerato l’unico suo vero bene prezioso l’inesplicabile scena pennellata nel cielo all’imbrunire e che solo vedendo quella egli si sentisse veramente realizzato. Ecco…guardando il tramonto, soltanto facendo ciò, si sentiva ricco. Poi, chissà per quale esoterica ragione, qualcuno o qualcosa l’ ha distratto dalla linea più lontana che l’occhio può vedere e gli ha detto: "Ma dove guardi? E cosa aspetti così fisso che sembri un mammalucco? Guarda qui, tra le mie mani, non vedi che bella tonalità ha questo metallo così giallo?".

Ed eccoci qua. Tutti con lo sguardo basso, rivolto alla sacchetta del tesoro che ci portiamo sempre appresso, ignari che quando compriamo o vendiamo qualcosa , lo facciamo con tramonti nelle mani e non con denari. "Io ti do dieci monete d’oro, tanto care a me e tanto belle", diciamo a noi stessi nell’atto di acquistare, ma il nostro più intimo e vero senso della ricchezza, in realtà, dice: "Io ti do dieci tramonti, ti do dieci quadri di un giallo magnifico".

Svelato quindi ciò che a me sembra un inutile passaggio, non convenite con me che potremmo anche farne a meno? Torniamo ad essere ricchi nel giusto modo! Il mondo è pieno di tesori gratuiti coi quali riempirsi l’anima! Andiamo dalla gente e diciamo: "L’oro è prezioso perché ci ricorda la tela del cielo prima che faccia notte! Dimentichiamo questa banale parodia, questa imitazione! E’ perfino così rara! Il tramonto invece, da quando esiste l’uomo e fin quando ci sarà, è un bene frequente, che c’è tutti i giorni, che riempie le tasche fino all’orlo. Bisogna soltanto attendere che faccia sera. Ma poi…come saremo ricchi, ricchi davvero! Di quella ricchezza così grande che nemmeno si può rubare. Ed infatti…chi è mai quel ladro così bravo che può sottrarci il ricordo di un tramonto?".

Perfino il più povero degli uomini, inoltre, può aprire le finestre della sua casa quando giunge l’aureo raggio e in un’esplosione di luce la sua umile, diroccata ed indigente dimora diventa tutta d’oro, come i palazzi dei re. Le pareti, i tavoli, i mobili. Tutta di quel magnifico e caldo colore.

D’altronde non fui io a dire, molto tempo fa: "Anche il pescatore più povero, al tramonto, possiede un remo d’oro da immergere nel mare". Si perché quando il sole scende sotto l’orizzonte marino dilegua la sua tinta nelle acque. Non l’avete forse visto anche voi ciò di cui sto parlando? Questo incantevole regalo di Madre Natura? Questa soave poesia che ad ogni imbrunire Dio ci sussurra?

Marco Saverio Loperfido alloggia all'Hotel Calliope