SOTTO LA PIOGGIA

"Ciao ti ho visto camminare sola e non ho perso l ' occasione di poterti fermare"

"Sei sicuro che non ti serve solo l ' ombrello" disse lei spezzando ogni tipo di atmosfera che mi ero creato , per quel momento tanto atteso e per paura di rovinare tutto sempre rimandato .A quel punto iniziarono in sequenza , le risposte , a presentarsi al cospetto del mio stupido formalismo che non le lascia assolutamente essere originali . "A dir la verità sono tre settimane che penso al modo più opportuno di chiederti se mi potevi prestare il tuo favoloso ombrello".

"Ma se lo presto a te come farà la gente ad avere il pretesto per fermarmi ?" e fermatasi per un po' in silenzio diede inizio ad un ragionamento tanto ingarbugliato , che sembrava non avere né capo né coda e che non finiva mai .

Intanto eravamo arrivati a destinazione , io : bagnato fradicio , perché , anche se avevamo fatto la strada insieme , ero dovuto stare fuori dall'ombrello perché diceva che non voleva dare confidenze agli estrani ; e lei : tutta sorridente perché aveva conosciuto un coglione così altruista .

Arrivati sul portone di casa sua , pensavo : "un caffè ci starebbe benissimo ora e magari anche un asciugamano" l'idea di stringere in mano un morbidissimo asciugamano , pulito , mi faceva accaponar la pelle tanto che mi sentivo , tutto eccitato all'idea e quindi , pronto a quell'asciutto incontro .

"Allora" disse lei "naturalmente sei troppo timido ed introverso per salire a prenderti un caffè o per darti un asciugata , quindi ci vediamo . Magari in aula studio domani".

Salutatomi con un bacio che , dopo , dirà che sapeva di inquinamento da pioggia acida , si chiuse il portone dietro di se , lasciandomi come un pulcino tutto bagnato che volentieri avrebbe gridato : "Mamma".

Preso impreparato , ero rimasto immobile davanti alla porta con la pioggia che quasi a farlo apposta sembrava aver aumentato la sua intensità , capirò solo in seguito che mi ero fermato sotto lo scarico di una grondaia , senza poter dire o fare niente .Eppure non mi andava di cedere a quella forma di violenza verso il mio stato di salute e bussando ripetutamente alla porta dopo che lei ebbe aperto , cercai la scusa mirata a commuovere : "sono tornato perché non volevo che tutta questa acqua oltre alla salute mi faccia perdere anche il ricordo della bellezza del tuo viso".

"Entra fino a quando non spiove , poi vai , ok ?" dice lei comprensiva e mi indica uno scalino appena dietro il portone dove avrei dovuto sostare e se ne salì in casa .

Dopo seppi che si era incazzata perché avevo fatto un lago sulle scale e la padrona si era lamentata .Per fortuna che ancora non aveva letto le mille scritte lasciate sui muri che indicavano il mio modo di pensare : "come l'aereo lascia la scia io ti lascio la firma mia" avevo scritto una sola volta in grande e poi avevo tappezzato il muro di firme , al che mi accorsi quando andai ad imbiancare il muro per ordini superiori , che avevo dato una certa importanza al ricciolo che compone la mia prima lettera .In cuor mio era una bella cosa il fatto che le firme nel modo in cui erano state scritte formassero la parola sogno , perché era veramente un sogno ciò che stavo vivendo e ve lo posso assicurare : era fantastico .

IL GIORNO DOPO (non pioveva più) :

Quel giorno mi svegliai presto , e mentre facevo una partita al computer , giusto per scaldarmi un po' , prendendo il caffè , pensavo , a come sarebbe meglio se la vita si riducesse ad essere una partita al mio videogame dove un omino deve andare in giro , guidando un elefante , a schiacciare più persone possibili stando attento a sedercisi sopra quando questi siano agonizzanti .Ma lei , pensavo , lei no , anche se l'avessi vista nello schermo come facente parte della massa che scappa per non finire schiacciata sotto il mio peso , non l'avrei colpita ….. ero innamorato .

Mi vestii abbastanza velocemente quel giorno , senza troppo caso a ciò che mettevo .Pensavo all'atteso incontro e a quel pensiero mi sentivo stringere lo stomaco , o forse era perché non mangiavo da 2 giorni visto che ero rimasto senza uno stupido soldo .

Quando quel giorno la vidi : "Angelo dei miei occhi , luce delle mie pupille (avrei voluto dire anche forfora dei miei capelli , ma mi trattenni) non è che avresti da prestarmi un po' di stupidi soldi , visto che quelli che avevo si sono volatilizzati ed il bello è che non mi ricordo neppure come?", mi guardò un po' indispettita e disse che lei qualche stupido soldo avrebbe pagato pur di avercelo .

"Che hai fatto alla voce , sei raffreddato?" mi chiese scoppiando a ridere.

"Non c'è niente da ridere , se la finestra della mia stanza non si chiude bene e gli spifferi durante la notte sono deleteri".

"Portami a prendere un caffè allora che fa bene anche a te" mi disse facendomi vedere un portafoglio che straripava di banconote .Quel aver pensato anche per un solo istante , a me , mi aveva riempito di forza e ora la conversazione era intensa e spaziava , dalla musica in generale ai musicisti , dai gruppi musicali agli strumenti che questi usano e… "odio la musica" mi disse tutt'a un tratto interrompendo il mio discorso sulla improbabile relazione esistente tra la musica di oggi e il perché i cani cacano sempre sui marciapiedi , "niente caffè le rispondo" , e continuammo a parlare di scarpe orecchini magliette e magliettine , gonne e reggiseni , dall'autoreggente a quello che usa lei che in pratica non c'è , come dall'inizio lei aveva fatto .

La fermai mentre , nell'intento di terminare l'immensa lista di marche di vestiario , stava facendo raffreddare il caffè .

"Il caffè freddo è come una sana minestrina riscaldata" , le dissi interrompendola "per un giovane è la morte" .Al che mandato giù l'ultimo sorso di caffè , freddo , mi sembrò visto il suo prolungato silenzio , come se stesse pensando a quello che avevo detto , oppure se pensava "guarda un po' questo scostumato che mi avverte che il caffè si sta raffreddando , quando ormai è freddo" o "mamma mia che bella frase , quasi quasi gliela scrivo sul giubbotto quando non se ne accorge" o meglio "chissà se si è accorto che sono senza reggiseno , visto che fra tante marche non ne so scegliere una" o infine "forse se gli chiedo secondo lui quale peso possano avere le mie minne (tette) , capirà , che è ora che mi chieda di andare a letto con lui" anche se forse l'ultima ipotesi proveniva da miei sogni ad occhi aperti , comunque non strani visto che la ragazza sembrava essere la provocazione fatta persona .

Rotto finalmente l'inquietante silenzio alla ricerca dei pensieri altrui , "perché non andiamo a spassarcela un po' al computer , a casa mia?" e lei "ah! Ora così si chiama?" e di seguito "penso che tu stia correndo troppo e se non vuoi perdere il treno , è meglio che aspetti e che prima compri il biglietto". Intendeva dire , l'ebbi capito dopo che dovevo invitarla al cinema a vedere un film di cui aveva già deciso tutto : orario dello spettacolo , cinema , posto all'interno del cinema e persone sedute accanto , avanti e indietro .Naturalmente io non ero nemmeno stato considerato tra i suoi più vicini confinanti .Forse però lo fece per non cadere in irresistibili tentazioni , visto che durante lo spettacolo non fece che parlare con me.

"TI PIACE IL FILM?" -------------------lei-----------------

"Ssst. Ssst. Fate silenzio per favore"---il popolo---------

"HAI VISTO COME è VESTITA MALE LEI?"-----------------------sempre lei-----

"Per favore , PER FAVORE"-------------------------------------sempre il popolo------

"COPRIMIGLI OCCHI CHE NON CE LA FACCIO A GUARDARE"-----lei-----

"ORA BASTA"--------------------LUI-----------------------------

Si era alzato davanti a me un omone di tre metri per quattro che presomi letteralmente a calci in culo mi sbatteva dal responsabile , che dopo un interrogatorio di mezzora con domande tipo : "ma ti droghi" o "non è che forse hai preso un acido e pensavi di stare ad un concerto metal?" pausa "o forse ti eri nascosto dallo spettacolo precedente per rivedere il film , e preso da un attacco di protagonismo hai rivelato il nome dell'improbabile pluri omicida destando il sospetto nei più attenti i quali pensando che il nome di questi non fosse esatto hanno dato vita ad una reazione di botte e risposte sempre meno controllabili che sono sfociate in una furibonda rissa dalle disastrose conseguenze?" e in quell'istante , pensando , come disse , alla mia salute mi sbattè fuori , dalla porta di servizio in un giardino con quattro dooberman che , fino a quando non si resero conto che stavano divorando la reincarnazione di S.Francesco , per il quale mi stavo spacciando , finì il film e dall'interno , mi dissero in seguito , rimbombarono le urla : "mordi quella mignotta pompinara in pensione brutta cagna schifosa di tua madre" e ancora "lecca i baffi della fregna di tua sorella stronzo" e infine quando in sala era il silenzio , e tutti si apprestavano ad uscire…………………….

"aprite questo fottuto portone , prima che si facciano un panino con il mio cazzo e lo ricachino fatto di merda , snob del cazzo mio"

Non so perché usai la parola snob , forse perché mi trovavo in quella condizione : loro dentro al caldo a vedersi il film e io fuori , in un piccolo giardino , con un freddo di ghiaccio , con quattro cani affamati , si seppe più tardi che l'omino della sorveglianza faceva la cresta sulla spesa per i cani lasciandoli praticamente a digiuno , e vi lascio immaginare il resto………………….............

Forse proprio quella condizione mi aveva fatto scattare un desiderio di uguaglianza , da sfiorare la rivolta , che mi spinse a pensare che loro fossero essere superiori e che quindi fra tutti gli egualmente fortunati ce ne erano alcuni più egualmente sfortunati degli altri fra le cui fila veniva annoverato il mio nome , che giudicandosi inferiore e quindi degno di non essere considerato , si avvaleva della scusa di essere snobbato .

Dopo le ovvie conseguenze di quella , pagata a caro prezzo , due biglietti ci ho rimesso , avventura , risolto come dovuto il casino , di risvolto mondiale , che fece crollare la borsa di Londra a causa dell'onda d'urto provocata dalle mie bestemmie , anche queste d'obbligo in queste situazioni , finalmente , a brandelli , potevo rivedere ciò che in un attimo mi fece passare tutta la rabbia e la vergogna , il mio fiore , pronto ad essere colto , più bello che mai .

E fu lì , con i cerotti da tutte le parti , con stampelle anche loro malandate fatte con le ossa dei cani , le avevo chieste in cambio del mio forzato silenzio , che la rapii con un bacio , che ormai è legenda e si racconta che durò una vita e c'è chi sostiene , anche di più .Fatto sta che da allora il loro amore non fu più messo in discussione tranne che , molti anni dopo , dall'amante di lei , un noto critico d'arte che sentendo dire in giro che il nostro era proprio un amore uscito bene , come si suol dire , ad opera d'arte , era venuto a criticarlo , fottendomi , nel senso più movimentato del termine , la donna .Fu trovato , un giorno , nel quartiere più malfamato della città , attaccato ad un lampione della luce completamente nudo , con un cartello piantato sul culo con delle puntine , che diceva : sono un critico di merda con delle tendenze omosessuali e sadomasochiste per favore picchiatemi con l'apposito frustino anche se vi pregassi di fermarvi .
 

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