Solitudine
di Gaia
Germani

“State morendo di fame,
non è vero? Scusate se non sono venuto a darvi da mangiare la scorsa
settimana ma ero malato. Vi sono mancato? Guarda cosa vi ho portato: è
pane! A voi piace il pane, non è vero? Ecco, ecco, mangiate. Anche
voi mi siete mancati. Voi piccioni siete i miei unici amici.
So che m’invidiate perché
io almeno ho di che nutrirmi ogni giorno ma non dovreste. Lo so, lo so,
non piacete alla gente perché siete sporchi e portate malattie ma
neanche io piaccio alla gente. Penso che sia perché sono vecchio.
Sì, deve essere perché sono vecchio, e malato; quando ero
giovane avevo sempre della gente intorno ma ora… Ma voi mi volete bene,
vero? Non vi importa che io perda colpi, vero? Ecco, mangiate. Anche io
vi voglio bene. No, non farlo! Non litigate per quella briciola: ho abbastanza
pane per entrambi. Bravo, bravo, lasciala. Bravo ragazzo. Questa è
tutta per te. Mangiate, mangiate. Sapevate che una volta avevo una moglie?
Camminavamo qui ogni giorno… Forse ci avete visto insieme. Mi sa di sì,
ci scommetterei! Sembra che voi piccioni guardiate sempre tutto attentamente.
E’ morta due anni fa. Dio, quanto mi manca! Mi sento così solo.
Sono così triste, vorrei che fosse qui con me. Almeno ho voi… Vi
sarebbe piaciuta, ne sono sicuro. Anche lei amava gli animali. Ecco, ecco,
mangia, ce n’è ancora. Una volta le ho comprato un pappagallo. Sapeva
dire il suo nome il pappagallo. Si chiamava Elena mia moglie. Sapete
dirlo? Forza, è facile! Elena. E-L-E-N-A. Ditelo. Non siete capaci
a parlare, vero? Sapete cosa: meglio così! Quando le persone parlano
possono ferire così tanto… Ma voi non sarete mai cattivi con me,
non è vero? Ecco, mangiate. Come siete affamati, non ho ancora molto
pane, mi dispiace. Mangiate. Come vi voglio bene! Vorrei essere un piccione
anche io, almeno potrei volare da qualche altra parte. Anche io volavo
una volta. Ero un pilota durante la seconda guerra mondiale. E’ bello là
nel cielo, vero? Tutto sembra così piccolo da lassù… MA voi
siete fortunati, non dovete bombardare la Francia. Non siete mai volati
fino alla Francia, vero? E’ molto lontana, troppo per le vostre fragili
ali. Parlez-vous français? No… Avete mai sentito un francese che
cerca di parlare italiano ? E’ divertente, hanno la r moscia. Ancora fame?
Mangiate. Siete amici voi due? Avevo un vero amico una volta, eravamo migliori
amici. Si chiamava Giovanni ma l’ ho sempre chiamato Giò. Siamo
andati a combattere insieme. Giò era il mio copilota. Aveva solo
venticinque anni quando gli hanno sparato. Ho dovuto scrivere io ai genitori
per comunicare quanto era accaduto. Non potevano capire perché io
ero vivo mentre il loro figlio era morto. Neanche io lo capivo. Non volevo
che Giò fosse morto, era il mio migliore amico. Vi mancherò
quando sarò morto? Sono sicuro di sì ma non preoccupatevi:
starò bene. Andrò in Paradiso. Incontrerò Dio in Paradiso,
forse anche Elena e Giò. Ancora pane? Sembra che non abbiate mangiato
da una vita! Ecco, tenete. Lo sto finendo, capito? Non ci stiamo facendo
una bella chiacchierata? Mi piace parlare con voi: voi ascoltate attentamente
e non interrompete mai. Potrei parlare per ore con voi. Vi ho mai raccontato
di quella volta che ho visto il Papa? Era nella sua macchina. Sono stato
molto fortunato a intravederlo, non credete? Un uomo così per bene!
E’ successo sette anni fa, in Aprile. Stava tornando al Vaticano e io stavo
venendo qua. Ecco, questo è l’ultimo pezzetto di pane. Mi spiace,
finito. Come stavo dicendo, il Papa stava…No, aspettate! Dove state andando?
Aspettate, tornate indietro. Ah, ora capisco. Volete giocare a nascondino!
Mi dispiace ma sono troppo vecchio per quello. Tornate indietro! Amici,
tornate! Dove siete? Mi avete abbandonato? Non ci posso credere… Perché?
Ho detto o fatto qualcosa di male? Scusate se ho fatto qualcosa che non
va ma… oh ora capisco. Eravate solamente interessati al cibo, non è
vero? Non ci posso credere! Stavate solo facendo finta d’essere miei amici.
Come avete potuto, mi fidavo di voi! Mi sono alzato alle sette nonostante
l’influenza e il male alla gamba per andare a comprare del pane appena
fatto per voi, ma voi… voi… Come avete potuto?Vi ho aperto il mio cuore,
credevo vi importasse di me quanto a me importava di voi e invece… Pensavo
che i piccioni fossero diversi ma no, no, siete esattamente come le persone.
Mi avete usato, vi siete approfittati della mia gentilezza. Avete fatto
finta di amarmi e invece volevate solo il mio pane. Sono molto deluso;
anche Elena sarebbe delusa se fosse ancora viva. Perché siete volati
via da me? Tutti scappano sempre via da me e io mi sento.. oh, no, no,
ora capisco! Scusate, l’avrei dovuto capire prima! Scusate per le stupidaggini
che ho detto. Siete andati via perché sapete che sono malato, e
volete che io vada a casa a riposarmi. Ora è tutto chiaro! Dovete
amarmi molto se avete pensato ciò. Grazie mille, grazie! Avete ragione,
farei meglio a tornare a casa. Mi farò una bella tazza di tè
e andrò a riposarmi così domani posso tornare qui a chiacchierare
con voi. Vi porterò dell’altro pane per ricompensarvi della vostra
gentilezza e della vostra solidarietà. Sono quasi commosso ora che
ho capito perché siete volati via all’improvviso. Scusate se non
mi sono fidato di voi all’inizio. Vi voglio bene. Grazie ancora. Tornate
qui domani alla stessa ora, sarò qui ad aspettarvi!”