“Senza nessuna ragione qualcosa si rompe in me
e mi chiude la gola
(...)
senza nessuna ragione nella hall di un albergo
sogno in piedi
(...)
senza nessuna ragione le stelle scendono a dondolarsi
sull’altalena del giardino
(...)
senza nessuna ragione mi attacco al giorno che inizia
come se non dovesse finire mai piùed ogni volta sei tu
che sali dalle acque.”
Nazim HikmetOdio quando la gente ti domanda che succede: se sta succedendo come fai a saperlo, come fai a spiegartelo?
A volte poi ti chiedono cosa ti sia successo.
–Ehi, sei diversa, ma cosa ti è successo?
Domanda stupida, visto che basta il tempo a cambiarci.
Domanda ancora più stupida se si considera che non solo nella maggioranza dei casi il tuo interlocutore non nutre alcun interesse verso la tua risposta, ma che, nel pari numero di casi, non te lo spieghi neanche tu, maledizione, cosa accidenti ti sia successo. Io, per confermare la statistica, non lo capisco. Cosa mi sia successo, come mi sia successo, ha dell’assurdo...Ha dell’assurdo tutto, un pò tutto, dall’inizio alla fine... Tutto assurdo. Però...BELLISSIMO.
Neanche tu, maledizione, lo saprai mai ciò che è davvero successo, ciò che è successo alla mia vita, dentro di me, perché quando la vita esplode ti segna un destino e, anche se ce la metti tutta ma proprio tutta per resistere, quella corrente ti porta via ed arrivi in posti che non ti saresti mai immaginato, proprio mai... In posti dove poi non puoi rimanere che un pò perché la vita non ti lascia mai riposare, a meno che non si dimentichi di te, o tu non ti dimentichi di lei, di averne una, voglio dire.
Insomma sei piovuto dal cielo e mi sei rotolato davanti, ed io ero lì senza sapere che ti stavo aspettando, che, vedi l’assurdo, non aspettavo quello che conoscevo già nei miei sogni, o forse nei miei progetti, ma aspettavo proprio te e, maledizione, nessuno me l’aveva detto, nessuno si era preso la pena di farmelo capire che non avevi bisogno di bussare alla mia porta perché avevi già la chiave.
Insomma ci sei entrato ed eri un intruso, uno sconosciuto, ed io avevo tutte le ragioni di avere paura, di andare a cercare da tutte le parti un’arma, qualcosa per fermarti, per ricacciarti lì da dove eri arrivato; ma, vedi l’assurdo, nessuna, proprio nessuna era utile allo scopo, e più combattevo più ti avvicinavi, più mi nascondevo più venivi a trovarmi, dovunque mi cacciassi, maledizione, finché...Finché un bel momento siamo rimasti così, faccia a faccia, uno di fronte all’altra, così vicini che non potevo muovermi, allora...
Allora mi hai guardata, ed io ho capito che tutto quello che volevo era che tu mi baciassi, che tutto quello che volevo era baciarti, e dentro quel bacio dimenticarmi tutto e tutto cominciare da capo.
Insomma ci siamo baciati, nel modo più incerto, più teneramente audace, più timidamente appassionato in cui due persone possano mai baciarsi, e quello, vedi l’assurdo, quello si, che è stato davvero BELLISSIMO...Ed ho riaperto gli occhi solo per cercarmi il cuore, perché, maledizione, era proprio scappato via, non c’era più, e non sapevo dove accidenti fosse andato a ficcarsi, ed io senza poi come cavolo facevo...Ma ormai era troppo tardi, perché io te l’avevo dato e tu te l’eri preso, perché era quello che volevi, anche se, vedi l’assurdo, proprio non sapevi cosa farci.
Insomma ti sei trovato in mano questa cosa nuova, curiosa, indecifrabile anche per il legittimo proprietario, che poi ero io, e naturalmente hai pensato che, maledizione, non trovavi le istruzioni da nessuna parte, che qualcuno le aveva perse o nessuno le aveva mai scritte e, cavolo, avresti dovuto proprio inventartele, ed era un gran casino perché quell’affare sembrava potesse rompersi solo se respiravi...Così ad un certo punto, vedi l’assurdo, che poi a volte è logico, hai considerato che avevi fatto tanto per averlo però, maledizione, col terrore di distruggerlo non sapevi farlo funzionare, e così non ti sarebbe servito proprio a niente, e allora...Allora tanto valeva lasciarlo cadere, che tanto a trovarlo, a metterlo a posto ci avrebbe pur pensato qualcuno, qualcuno più abile, qualcuno che li conosceva bene quei meccanismi diabolici, roba da perderci la testa, e che magari li trovava utili o perfino divertenti.
Insomma alla fine, come al solito, questo cuore me lo sono andato a ripescare io, in fondo alla fanghiglia che la corrente aveva lasciato, ed era solo come una sola scarpa, malconcio, inservibile, dimenticato per errore dal destino. E mentre me lo guardavo e, maledizione, proprio non sapevo da che parte iniziare per rimetterlo in uso, ho trovato il modo, vedi l’assurdo, di pensare che, poverino, magari ti dispiaceva e mi sono ascoltata, sai, ascoltata attentamente, mentre ti dicevo di non preoccuparti, che non era successo niente, che me lo sarei portato a casa e ci avrei pensato poi io...Perché, vedi l’assurdo, stavo parlando con me, e fino ad allora non avevo fatto altro...
Insomma quando sei uscito dalla mia citata porta ed hai buttato via la mia citata chiave, ho realizzato che la maledettissima chiave della tua maledettissima porta io proprio non ce l’avevo, non ce l’avevo mai avuta, non sapevo proprio dove accidenti fosse o come accidenti fosse fatta...ed ero rimasta tutto il tempo lì davanti ad aspettare che qualcuno mi aprisse, e, vedi l’assurdo, neanche bussavo, perché speravo che un bel momento tu ti saresti affacciato ed avresti pensato che magari lì fuori avevo freddo...E ti assicuro che, maledizione, faceva proprio freddo!
Insomma ora tu sei lì, non so dove, ed io sono qui che, vedi l’assurdo, non riesco a cancellarti e, maledizione, nonostante non te ne freghi assolutamente niente, mi preoccupo anche della tua felicità...Perché l’assurdo vero é che l’unica cosa che riesco a dire di tutto questo è solo che è stato BELLISSIMO, compresa l’ansia, il buco nello stomaco, il pugno nei polmoni, tutto BELLISSIMO... anche se non ne capisco il senso, anche se poi non so nemmeno come chiamarlo...Forse era amore e allora, maledizione, il senso di tutto questo é proprio che un senso non ce l’ha.