Questa è una storia che si
racconterà, o, forse è già stata raccontata, come
una favola, o come una leggenda, oppure, come una profezia:
"C'era un pianeta che ruotava
attorno al suo astro. Magnifico e maestoso nel suo movimento.
Scintillava nello spazio con l'azzurro
dei suoi mari, il verde delle sue foreste e il bianco purissimo dei suoi
poli eternamente ghiacciati.
Le nuvole ornavano e ricoprivano,
talvolta con candidi merletti, talvolta con corrusche coltri scure, l'ampio
disegno delle terre emerse.
Era, una splendida gemma verdeazzurra
che nuotava nell'oscurità trapuntata di stelle, eone dopo eone.
Dallo spazio non si potevano ancora
notare dei cambiamenti, e il pianeta continuava, placido, le sue rivoluzioni.
Ma, sulla superficie, la vita
si era affermata prepotentemente, e aveva popolato l'intero pianeta .
Lentamente, anche dallo spazio,
il pianeta cambiò. L'emisfero in ombra scintillava, ora, di milioni
di piccole luci. Un osservatore esterno avrebbe detto che sul pianeta c'era
vita intelligente.
Sulla superficie i cambiamenti
erano ancora più evidenti. Ovunque, c'erano costruzioni raggruppate
in grandi o piccoli agglomerati. I mari erano solcati da imbarcazioni,
e nei cieli volavano aeromobili.
Ovunque ferveva la febbrile attività
degli abitanti intelligenti di quel pianeta.
Ma quegli abitanti, ben presto,
impararono l'autodistruzione. Strani bagliori incominciarono ad accendersi,
lasciando al loro svanire solo morte, desolazione e macerie.
Intanto, il pianeta continuava
inesorabile la sua orbita.
Anche l'epoca della distruzione
finì, e, dopo innumerevoli ere, la notte fu di nuovo punteggiata
di piccole, pacifiche luci."
Si racconta, che ciò accadde
molte e molte volte, e che ogni volta era, più o meno, simile alla
precedente, e che sta accadendo anche oggi, forse in qualche lontana parte
dell'universo.
Ma la storia continua, e questo
è il suo seguito:
"Si svegliò di soprassalto
nel cuore della notte, con ancora davanti agli occhi gli ultimi brandelli
di uno strano sogno.
Un suono lo aveva destato, dapprima
quasi impercettibile, ora stava aumentando d'intensità.
Era una nota flautata, carezzevole
e triste. Era una vibrazione che fece fremere tutto il suo corpo.
Lo assalì una strana sensazione,
come un ricordo dimenticato da tempo che si riaffaccia, inaspettato, alla
mente.
Si mise a sedere sul letto. Meccanicamente,
scostò le coperte e si alzò.
Sentiva un bisogno disperato di
fare presto. Si vestì e uscì.
A miliardi si riversarono sulle
strade: ogni uomo, donna, bambino.
Senza confusione, né incidenti,
senza un suono.
Aspettavano muti, gomito a gomito.
Improvvisamente, l'aria incominciò
a brillare di una morbida luce dorata.
Ogni creatura fu avvolta da quello
splendore baluginante, ogni essere vivente ne fu permeato.
Via, via, la luminosità
s'accrebbe. Divenne sfolgorante, gloriosa, insostenibile.
Quando, dolcemente e lentamente,
si spense, non c'era più traccia degli organismi che avevano popolato
quel pianeta.
Al loro posto, c'era un'unica
sostanza protoplasmatica: un'immensa cellula dotata di testa, corpo e flagello.
Ben presto, incominciò
a muoversi sinuosa. Agilmente, cercò e trovò un passaggio
e s'immerse nel profondo cuore del pianeta.
La blastula galleggiava nell'utero
infinito dello spazio.
Fremente di vita, ogni sua cellula
si moltiplicava e si moltiplicava ancora.
Un nuovo Essere aveva appena incominciato
la sua esistenza.
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