La sua era una fama ed un successo che costavano assai cari.
Molto meglio era restare lì insieme al suo albero ed alla
casina abbandonata per contemplare, solo ed in silenzio, il bellissimo
paesaggio illuminato da un'eterna alba.
Il capo del personale doveva aver proprio tante cose da sbrigare
perché impiegò molto tempo per arrivare.
Per un po' il Sole pensò addirittura che si fossero dimenticati
di lui ma,è chiaro, una cosa del genere non poteva accadere.
Ed infine il capo arrivò.
"Che cosa sta succedendo, è vero quello che mi hanno riferito?"
Disse.
"Quello che sta succedendo lo vedi anche da solo - rispose burbero
il Sole - ed io da qui non mi muovo" affermò.
"Vedo, vedo - disse pensoso il Capo - é proprio una situazione
singolare e, dimmi, non hai pensato a tutti quegli esseri che senza di
te non possono più vivere"?
"Oh, storie - disse il Sole serrando ancora più strettamente
i raggi sui rami dell'albero." "Non sono storie, ma una cruda realtà
- continuò il capo- vedi, ora tu stai illuminando solo una parte
della terra, presto il tuocalore trasformerà tutto in un deserto:
prima moriranno le piante quindigli animali che se ne nutrono ed
infine gli stessi animali che si cibanodi altri animali.
Chi prima chi dopo, tutti sono destinati a fare la stessa fine!"
"Beh, vorrà dire che tutti quei fannulloni che non hanno mai
fatto altro che sfruttarmi dovranno alzare i tacchi ed andare dall'altra
parte della terra, quella non illuminata" disse il Sole con un po' di insolenza.
"Certo, là farà più fresco - disse il capo - anzi
troppo fresco - ribadì -ma prima che tutte le creature s'irrigidiscano
in un ghiaccio mortaledobbiamo fare subito qualcosa"! "Non contare su di
me bello" - dissebeffardo il Sole.-
"Ehi, come ti permetti di parlarmi così, forse non sai a cosa
vai incontro"replicò il capo mentre sentiva che stava perdendo la
calma.
"Certo che lo so ed è per questo che non ti temo - rispose
calmo il Sole e proseguì:
"Tutte noi, semplici stelle, nasciamo allo stesso modo; dal momento
che la nostra nube di gas si accende brilliamo per anni ed anni di uno
splendidocolore bianco ed azzurro ma, poi, anche noi come tutte le altre
creature invecchiamo, da azzurre diventiamo gialle, arancioni ed infine
rosse. Come
molti altri esseri nasciamo tutte allo stesso modo ma possiamo morire
in modi diversi: qualcuna di noi esplode e qualcun' altra diventa così
grande da disgregarsi, altre fermano addirittura la loro stessa luce diventando
nere nere come un buco.
"Certo, nell'universo tutto muta e tutto si trasforma! Ciò che
vive, muore e ciò che muore crea le basi per una nuova vita"
affermò il Capo senza ancora capire dove volesse arrivare il sole
con tutto quel discorso.
"Ed è proprio per questo che non ti temo - continuò il
Sole - il peggio che tu possa farmi è quello di uccidermi, di spegnermi,
ma ciò dovrebbe accadere comunque, prima e poi. Quindi meglio vivere
poco ma dignitosamente che vivere molto da vigliacchi.
"Allora, cosa aspetti dunque a farla finita?"
Il Capo del personale comprese a questo punto che non avrebbe ottenuto
gran ché con le maniere forti e pensò quindi fosse meglio
usare l'astuzia.
Il Sole era una stella, ormai non più tanto giovane come dimostrava
il suo colore giallo ma con una moralità ineccepibile. Ottenere
da lui una promessa sarebbe stata garanzia sufficiente ma come
fare?
Improvvisamente gli venne un'idea: " non hai quindi nessuna intenzione
di muoverti da qui?" domandò.
"Mai - disse il Sole - non girerò mai più intorno a questo
grumo di rocce ed acqua, mai più! Distruggimi se vuoi ma fallo ora!
Io non girerò mai più attorno alla terra".
"Quindi il problema sta nel fatto che ti sei stancato di fare questa
vitaccia, di girare, girare, girare - disse come fra sè e sè
il Capo del personale.
"Proprio così" - affermò il Sole, stupito e incuriosito
allo stesso tempo -"Dimmi - domandò il Capo - saresti disposto anche
a promettermi che mai più girerai attorno alla Terra?"
Il Sole rimase perplesso e per un attimo pensò che il Capo non
fosse proprio a posto del tutto, chissà? Lo stress da lavoro?
"Certo che sono disposto a prometterlo - disse infine.
"Bene - disse il Capo, asciugandosi la fronte sudata - poiché
hai promesso, è tutto sistemato; tu puoi benissimo restare dove
sei, d'ora in poi sarà la terra a girare attorno a te".
Così dicendo slegò i raggi del Sole che, più
per lo stupore che per altro, restavano ancora avvinghiati ai rami dell'albero;
prese quindi la Terra e la lanciò in una perenne corsa attorno al
Sole.
A dire il vero, quel lancio non fu gran cosa perché la terra,
al posto di girare attorno al Sole in un cerchio perfetto , girava come
in un cerchio un po' allungato come nella forma di un uovo, per intenderci.
Il Capo pensò che questo non era poi così grave per gli abitanti
della terra e decise di
non ritentare il tiro, aveva troppo da fare.
Il Sole dal canto suo ci mise un po' ad abituarsi alla nuova
situazione; aveva in fondo ottenuto ciò che voleva, lui non correva
più attorno alla terra, ora era la terra che girava attorno lui
e gli abitanti della Terra continuavano ad adorarlo, ringraziarlo e pregarlo.
Non era poi così male!